santo subito

Dall’Istituto Agiografico Lombardo riceviamo e volentieri pubblichiamo:

San daGabriele da Garbagnate protomartire – Nato a Garbagnate, quartiere Quadrifoglio (come in seguito il calciatore Marco Delvecchio e uno degli Articolo 31), nell’anno mille e rotti circa, fin da fanciullo daGabriele manifestò la sua predilezione per la Santità e la Vita Contemplativa. Ricevette a soli 11 anni le stigmate (che i maligni e gli invidiosi si ostinavano a ritenere semplice sugo al pomodoro). Iniziò prestissimo a compiere ogni sorta di prodigi; volenteroso ed esuberante donava la vista ai calvi, raddrizzava la schiena ai sordi e parlava con le mucche e i pali della luce; ma la sua vera passione fu sempre la cucina, dove ben presto cominciò a fare miracoli (si diceva che fosse capace di trasformare la mozzarella in stracchino e lo stracchino in gorgonzola semplicemente ignorando la data di scadenza).

sangab2

San daGabriele non ha mai negato un sorriso a chi ne aveva bisogno

A diciott’anni, forse anche per schivare il servizio militare, daGabriele si unisce con San Cassio e San Rustico e forma un trio canoro richiestissimo in tutte le feste patronali della Brianza. Assiste alla battaglia di Legnano intento a mangiarsi un panino con la porchetta, battaglia al termine della quale esclama soddisfatto: “Bene, bene, lo sapevo che finiva così“. Parole che accrescono presso il popolo la sua già montante fama di Santo e brav’uomo. Come sempre accade, maligni ed invidiosi iniziano ben presto ad accusare daGabriele di ogni sorta di nefandezze, sino ad indurre l’ArciVescovo di Milano a convocarlo per un colloquio. In cammino verso l’ArciParrocchia, daGabry pensa a come impressionare il suo superiore con qualche miracolo dei suoi, dalla sparizione del pandorino all’imitazione del merlo maschio nella stagione degli amori. Alla fine si decide per un semplice omaggio di funghi di bosco trifolati: non piove da mesi, ma sudando intensamente una notte intera, daGabriele riesce a far spuntare tutta una cesta di finferli e anche una brisa bella grande. Il vescovo è contento, ringrazia, ma dopo la mangiata gli esce uno sfogo allergico su tutta la persona, per cui da Gabriele viene proclamato con bolla ufficiale “persona sicuramente Santa, anche se leggermente portasfiga“.

Si decide quindi a cambiare aria e si iscrive alla III o IV crociata, onde servire la Potenza del Signore massacrando montagne di infedeli. Si procura un’armatura che si dice abbia già servito nella battaglia di Roncisvalle, e che ha conficcati (purtroppo all’interno di una ginocchiera) due chiodi appartenuti alla Vera Croce, e con San Babila, un suo carissimo amico di Quarto Oggiaro, si imbarca a Cernusco sul Naviglio, diretto in Terra Santa.

Il viaggio, narrano le cronache, è pieno di avventure, di mostri marini e improvvise burrasche che il Santo placa rovesciando a mare tutto l’olio della friggitrice.

Appena toccata terra, daGabriele scambia la sua armatura (“Faceva troppo caldo!“, dirà) con duecento chili di polenta conza, e si mette al servizio del settore gastronomico della crociata. Una notte lo chiamano: il generale dell’esercito cristiano è stato tagliato a metà dalla scimitarra di un musulmano, ed ha reso l’anima al Creatore; daGabriele si fa portare i due tronconi del morto, li accosta con in mezzo una grossa fetta di bresaola, mormora “O mia bela Madunina che te brillet de luntan…” e, miracolo!, il sangue torna a scorrere, le ossa si fondono con le ossa, e il generale torna a nuova vita. I due tocchi non sono perfettamente allineati, anzi, sono proprio al contrario, ma fa lo stesso. Un miracolo non si discute.

L'ostensione delle reliquie. L'aggiunta di parmigiano sembra sia dovuta a san Rustico.

L'ostensione delle reliquie. L'aggiunta di parmigiano sembra sia dovuta a san Rustico.

Dopo mille altre avventure e miracoli alla fine San daGabriele viene catturato dagli infedeli e condannato al martirio. Viene semi-congelato e poi tagliato a fettine sottilissime, fornendo l’idea per un piatto prelibato. I resti vengono riportati in terra lombarda da San Babila e conservati nella Chiesa del Carpaccio alla Bovisa. Ogni 23 di maggio le reliquie vengono esposte ad un pubblico di fedeli adoranti che accorrono in massa per veder ripetere, anno dopo anno, il miracolo della fioritura della rucola.

Oggi San daGabriele, sicuramente uno dei santi più simpatici del caledario cattolico, è considerato protettore dei denti cariati, dei bambini sovrappeso e delle gravidanze isteriche, nonché patrono dei proprietari di Fiat Duna.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: